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lunedì 11 maggio 2026

11-17 maggio: settimana mondiale per la riduzione del consumo di sale

Anche ASUFC aderisce alla campagna

La Settimana Mondiale per la Riduzione del Consumo di Sale promossa dal WASSH - World Action on Salt, Sugar and Health - si svolge quest’anno tra l’11 e il 17 maggio. La SINU anche quest’anno coordina la campagna per l’Italia e riafferma la necessità che tutti i soggetti coinvolti, dai consumatori, ai produttori, ai ristoratori, alle istituzioni preposte al controllo della salute, si impegnino per ridurre il contenuto di sale della dieta degli Italiani, che dalle ultime rilevazioni risulta molto più alto del massimo compatibile con una buona salute.

Il meccanismo più noto attraverso il quale il sale rappresenta un pericolo per la salute è l’aumento della pressione arteriosa. Ma questo non è il solo meccanismo: in realtà, fin dai primi anni di vita, la presenza di troppo sale nella dieta provoca danni silenziosi a carico del cuore, dei vasi, del cervello e dei reni, ma anche di altri organi come lo stomaco e le ossa. Quando il danno si manifesta, spesso attraverso un attacco di cuore o di un ictus, la qualità e l’aspettativa di vita sono già ridotte ed il recupero faticoso e non sempre completo.

La relazione tra assunzione di sale e pressione arteriosa è continua già a partire dal consumo di pochi grammi al giorno e, dunque, meno sale consumiamo meglio è per la nostra salute. Esistono solo benefici, e viceversa nessun rischio significativo, nel ridurre il sale nell’alimentazione essendo il fabbisogno del nostro organismo molto più basso rispetto al contenuto di sale della dieta abituale;
naturalmente, in presenza di importanti malattie o nel corso di particolari trattamenti farmacologici, è opportuno confrontarsi al riguardo con il proprio medico curante.

La quota di sodio assunta con la dieta (1 g di sodio = 2,5 g di sale) è la somma delle quantità, generalmente piccole, presenti negli alimenti naturali, di quelle aggiunte a nostra discrezione durante la cottura o a tavola, e delle dosi, ancora maggiori, aggiunte a molti alimenti nel corso delle trasformazioni industriali e artigianali (pane, pizza, formaggi, salumi, prodotti in scatola e in vetro,
pasti pronti, cereali per la prima colazione). Complessivamente, ancora oggi consumiamo in media circa il doppio della quantità massima di sale (5 grammi al giorno) raccomandata dall’OMS, dalla SINU attraverso i LARN e da tutte le agenzie per la salute nazionali e internazionali. 


data ultima modifica: 11 maggio 2026