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Dolore cervicale

La cervicalgia è definita come una condizione di dolore percepito, originante in un’area compresa tra la linea nucale, la prima vertebra dorsale e lateralmente ai bordi del collo.

Oltre al dolore locale può essere presente anche dolore ad altri distretti anatomici come arti superiori e regione interscapolare, così come sintomi correlati, quali cefalea e vertigini 1

È una problematica abbastanza frequente che colpisce ogni anno una percentuale compresa tra il 30-50% della popolazione generale, è più comune in individui di sesso femminile e tende a manifestarsi con maggior frequenza intorno ai 50 anni (donne 50-54, uomini 45-49). 

La buona notizia Il decorso della problematica è che tipicamente il dolore tende a risolversi spontaneamente in un periodo di tempo che può andare da pochi giorni ad alcune settimane.

Le recidive sono tuttavia frequenti: una percentuale elevata di soggetti (60-80%) riporta un altro episodio a un anno di distanza e nel 10-15% dei casi il dolore tende a diventare cronico2,3

Adottare strategie terapeutiche e preventive è di fondamentale importanza, con effetti benefici quali:

  • Miglioramento della qualità della vita
  • Aumento della produttività
  • Riduzione dell’assenteismo lavorativo
  • Prevenzione di problematiche croniche

Quanti tipi di dolore cervicale

La cervicalgia, o Neck Pain (NP), può essere distinta in 2 categorie, in base alle cause:

  • Cervicalgia specifica: quando il dolore è riconducibile a una causa ben identificabile, come una patologia strutturale o un danno anatomico (es. ernia discale cervicale con dolore irradiato, fratture o traumi, patologie infiammatorie o neoplasie)
  • Cervicalgia aspecifica: senza una causa strutturale evidente, probabilmente dipendente da più fattori. Rappresenta la più frequente.

In questa pillola, affronteremo la seconda tipologia di cervicalgia ovvero quella definita “aspecifica”.

Quali sono i fattori i fattori di rischio?

Se consideriamo la cervicalgia aspecifica, possiamo identificare alcuni fattori di rischio ma non un’unica causa, quali:

Fattori non modificabili

  • Pregressi episodi di cervicalgia
  • Sesso femminile
  • Età avanzata

Fattori modificabili

  • Fumo
  • Lavoro (ripetitivo e/o sedentario)
  • Scarso livello di attività fisica
  • Disturbi del sonno
  • Alto stress psicologico

Cosa possiamo fare? Un cambiamento degli stili di vita

In merito alla prevenzione della cervicalgia aspecifica, la letteratura non offre prove consistenti sull'efficacia degli interventi, in particolare per quanto riguarda l'ergonomia durante le attività lavorative che prevedono ad esempio, una postura seduta fissa e prolungata (es. videoterminale).

Tuttavia, alcuni studi suggeriscono:  

  • Pause attive e variazioni nella postura statica
  • Esercizi di stretching e di mobilità del collo
  • Attività di rinforzo muscolare per la zona cervicale e le spalle
  • Tecniche di rilassamento e strategie per la gestione dello stress

4,5,6

Cosa possiamo fare? Attività fisica

Il training fisico personalizzato è la modalità di intervento migliore per la riduzione del dolore nei casi di cervicalgia aspecifica, ma non emerge un’indicazione chiara su quale sia la tipologia di esercizio più efficace, né su quali siano i migliori metodi di somministrazione, volume e frequenza.

Vengono tuttavia descritti efficaci per la riduzione del dolore le seguenti attività fisiche:

  • Esercizi di allungamento e di rinforzo della muscolatura cervicale;
  • Esercizi di rinforzo per i muscoli della regione scapolo-toracica e per gli arti superiori;
  • Esercizi di mobilizzazione articolare per il ROM (range di movimento);
  • Esercizi aerobici o di Endurance (in particolare per la cervicalgia cronica).

 

Il nostro consiglio

Per quanto riguarda il tipo di esercizi, il nostro consiglio è di combinare le varie modalità precedentemente descritte (allungamento, rinforzo, ROM, esercizio aerobico).

La personalizzazione del programma è un aspetto fondamentale, considerato le caratteristiche soggettive del dolore e le variabili individuali.

Per questo motivo, gli esercizi che verranno proposti nella sezione dedicata alle video-lezioni, sono di natura dimostrativa, adatti per la maggior parte delle persone, con obiettivi generici ovvero alleviare il dolore, migliorare la mobilità e rafforzare la muscolatura cervicale.

Questi esercizi possono comunque essere utili come un punto di partenza da adattare progressivamente alle esigenze individuali.

Conclusioni

La cervicalgia aspecifica coinvolge più aspetti della persona e non soltanto il rachide cervicale (modello bio-psico-sociale).

La costanza nella pratica degli esercizi è determinante per cui preferire esercizi graditi e facilmente realizzabili.  Nessun esercizio sembra essere migliore di altri nel ridurre il dolore e migliorare la funzione.

Dolore, disabilità, qualità della vita e paura-evitamento migliorano allo stesso facendo esercizio fisico

La riduzione della rigidità del rachide cervicale può essere ottenuta anche attraverso un movimento più rilassato nell’esecuzione di vari compiti durante le attività di vita quotidiana o lavorativa.

Bibliografia

  1. S. Haldeman, L. Carroll, J. D. Cassidy, J. Schubert, and Å. Nygren, “The Bone and Joint Decade 2000-2010 Task Force on Neck Pain and Its Associated Disorders Executive Summary,” 2008.
  2. S. Safiri et al., “Global, regional, and national burden of neck pain in the general population, 1990-2017: Systematic analysis of the Global Burden of Disease Study 2017,” The BMJ, vol. 368, Mar. 2020, doi: 10.1136/bmj.m791.
  3. D. G. Hoy, M. Protani, R. De, and R. Buchbinder, “The epidemiology of neck pain,” 2010, Bailliere Tindall Ltd. doi: 10.1016/j.berh.2011.01.019.

      4  A. E. Bussières et al., “The Treatment of Neck Pain–Associated Disorders and Whiplash-Associated Disorders: A Clinical Practice Guideline,” J Manipulative Physiol Ther, vol. 39, no. 8, pp. 523-564.e27, Oct. 2016, doi: 10.1016/j.jmpt.2016.08.007.

       5 D. M. Walton, “Results of an International Survey of Practice Patterns for Establishing Prognosis in Neck Pain: The ICON Project,” Open Orthop J, vol. 7, no. 1, pp. 387–395, Sep. 2013, doi: 10.2174/1874325001307010387.

        6 V. C. W. Hoe, D. M. Urquhart, H. L. Kelsall, E. N. Zamri, and M. R. Sim, “Ergonomic interventions for preventing work-related musculoskeletal disorders of the upper limb and neck among office workers,” Oct. 23, 2018, John Wiley and Sons Ltd. doi: 10.1002/14651858.CD008570.pub3.

          7 P. R. Blanpied et al., “Clinical practice guidelines linked to the international classification of functioning, disability and health from the orthopaedic section of the American physical therapy association,” Jul. 01, 2017, Movement Science Media. doi: 10.2519/jospt.2017.0302.

  1. J. D. Bier et al., “Clinical Practice Guideline for Physical Therapy Assessment and Treatment in Patients With Nonspecific Neck Pain,” 2018. [Online]. Available: https://academic.oup.com/ptj
  2. M. Sterling, R. M. J. De Zoete, I. Coppieters, and S. F. Farrell, “Best evidence rehabilitation for chronic pain part 4: Neck pain,” Aug. 01, 2019, MDPI. doi: 10.3390/jcm8081219.

        10 A. R. Gross et al., “Exercises for mechanical neck disorders: A Cochrane review update,” Aug. 01, 2016, Churchill Livingstone. doi: 10.1016/j.math.2016.04.005.


data ultima modifica: 30 gennaio 2026